Il taxi li lascia nello slargo della fonte Aretusa. A? una serata tiepida e il vento marino la rinfresca. Prendono la stradina che porta in piazza del Duomo alla ricerca di un ristorante che attiri la loro attenzione. Passeggiano e chiacchierano. Rosalba lo punzecchia e Lorenzo sta al gioco anche se sembra prenderla sempre sul serio. Camminando attorno al Duomo si ritrovano in una viuzza dove notano un ristorante molto particolare. Dalla??esterno si vede bene un grande lampadario Swarovsky tutto illuminato. Sembra il salotto buono di una casa borghese. La??insegna dice a??Al MazarA??a??. Piace ad entrambi e decidono che ceneranno lA??, se ca??A?N posto per due. Un bel signore molto alto, longilineo ed elegantissimo nel portamento li fa accomodare in una sala con un piano del primo novecento: una donna bionda di mezza etA?, vistosa e barocca nella??aspetto, canta Chagrins da??amour e si accompagna al piano. A? una cliente, i suoi amici sono a due tavoli da loro. Un bel gruppo di melomani.
Hanno scelto bene. Si mangia meravigliosamente, tanto che Lorenzo non vuole concludere la cena senza dolce. La carta dei dolci A?N interessante:
- Che cosa??A?N questo a??muccunettua???
- Una specialitA? delle suore trapanesi: un bocconcino di pasta di mandorle ripieno di confettura di zucca?
- Meravigliosoa?| lo prendo, non ho dubbi! a??g dice Rosalba e Lorenzo segue la sua scelta.
Quando la giovane cameriera porta loro le due porzioni di muccunetto, golosamente arricchite da una scenografia di cioccolato fondente, Lorenzo si rende conto che quella delizia A?N tanto appetitosa quanto esigua, A?N il caso di assecondare quella gran voglia di dolce che gli A?N venuta.
- Scusi, signorina, ci porterebbe anche una porzione di cassata, con due forchettine, per favorea?|che ne dici Rosalba, la assaggiamo insieme?
La cameriera va ad eseguire la??ordinazione del dolce aggiuntivo senza aspettare che Rosalba esprima il suo parere.
- Non ti sembra di esagerare con tutto questo dolce?
- Sono a dieta tutto il resto della??anno posso pure permettermi una trasgressione di tanto in tanto e, poi, non mi sembra il caso di stare attento proprio ora. E nessuno dei due, mi pare, abbia problemi di lineaa?|
Per quanto li gustino lentamente i due bocconcini finiscono in poco tempo e quando arriva la fetta di cassata, Lorenzo, che ormai A?N in confidenza con Rosalba le rivolge la domanda che avrebbe voluto farle giA? la sera prima.
- Scusa, Rosalba, quella??uomo che ieri A?N venuto a casa tua e avrebbe voluto rimanere a cenaa?| chi A?N?
- Antonio, dici? Antonio A?N la??uomo con cui ho una relazione da quasi venta??anni, oramai.
- Ah, ecco. A? il tuo compagno.
- Compagno? Che cosa vorrA? dire compagno?
- Beh, la??uomo con cui condividi la vita senza essere sposata con lui.
- Ma A?N ridicolo! Abbiamo ben poco da condividere, io e Antonio!
- Hai appena detto che avete una relazione da quasi venta??anni! Non A?N mica poco?
- Qualche volta passiamo la notte insieme o, meglio, ad un certo punto se ne deve tornare a casa sua, non ce lo voglio a dormire vicino, non ce la??ho mai voluto. Facciamo qualche viaggio, qualche
vacanza insieme. Negli alberghi sempre camere separate. Andiamo al cinema insieme e facciamo la??abbonamento al teatro insieme, pure. Da quando A?N cominciata tra noi, Natale, Capodanno, Pasqua, le domeniche, i compleanni e gli onomastici li passiamo insieme, generalmente a casa mia. Ma non condividiamo altro e non so se si possa chiamare a??compagnoa?? un uomo in questo tipo di relazione.
- PerchAc non vivete insieme? Non lo avete mai fatto?
- PerchAc? PerchAc?a?|arrivA2 tardi a??g e affonda la forchettina nella fetta di cassata e porta alla bocca un grosso grumo di dolcezza.
- Quando? Ci tieni cosA?? tanto alla puntualitA??
- ArrivA2 tardi nella mia vita.
- Non capisco, Rosalba, spiegami, per favorea?|
- Io e Antonio siamo stati colleghi a lungo nello stesso liceo. Quindici anni abbiamo lavorato fianco a fianco. Lui insegnava filosofia e storia. Mi A?N sempre piaciuto, era un bella??uomo ai tempi della scuola e, tutto sommato, si mantiene bene anche adesso. Io sono stata sola per tanti anni. Non che sia stata una a??Pura e Vergine Mariaa??, no, assolutamente, ma una vera storia da??amore non la??ho mai vissuta. E la??ho cercato a lungo, la??amore. Ma il tempo passa e ti accorgi che possono esserci anche altre cose. Un progetto di vita, per esempio, fare una famiglia, condividere il desiderio di una famiglia e farla insieme, un uomo e una donna semplicemente, anche senza il grande amore per lo mezzo ma con grande complicitA?, rispetto, stima. PerA2 neanche quello A?N venuto. Poi, ad un certo punto, avevo 49 anni, e da pochi mesi ero andata in menopausa - alla??epoca a differenza di oggi non si poteva fare niente o, comunque, non ti facevano fare niente per arrestarla - arriva Antonio con una richiesta di matrimonio in piena regola. Anello di fidanzamento con brillante e una dichiarazione da??amore tanto anacronistica da risultare ridicola. Mia madre ne fu felicissima. I vecchi non hanno pudore. CominciA2 a parlare della casa che avrebbe voluto darmi, per la mia famiglia. E del ricevimento per festeggiare. Io molto semplicemente invitai Antonio ad uscire da casa mia insieme al suo brillante e a quella??inappropriata dichiarazione da??amore.
- Ma perchAc? Se hai appena detto che quella??uomo ti piaceva e vi conoscevate da tempo?
- Da quindici anni.
- Appunto. PerchAc mandarlo via a quel modo?
- Cosa voleva Antonio da me?
- Non ho capito, Rosalba, in che senso?
- Nel senso che ho appena detto: cosa voleva quella??uomo da me?
- Sposarti, te lo aveva giusto chiesto!
- Ma a che scopo?
- Ma come a che scopo?
- Non ci si sposa tanto per fare, lo sai benissimo. Antonio mi ha conosciuta che non avevo 35 anni. Abbiamo vissuto fianco a fianco, giorno dopo giorno, e quando scopre di volermi sposare? Quindi anni dopo. PerchAc non sei mesi dopo o sei anni dopo? No. Aspetta che ne passino quindici. Aspetta che venga il tempo che gli serve. Poi chiede la mia mano perchAc mi ama, dice, con tutto se stesso. E io che me ne faccio di quel tutto se stesso?! A quella??etA? che avevo! Scomodare la??amore, questo A?N stato la??errore piA1 grave. CosA?? di cattivo gustoa?|
- Scusa, Rosalba, ma ancora non riesco a capirea?|
- Cosa voleva da me? A quel punto, sposarmi per cosa? Cosa potevamo fare noi due insieme perchAc servisse sposarsi? Il matrimonio. Cosa voleva da me? Che gli stirassi le camice? Gli preparassi pranzo, cena e colazione al mattino, che gli portassi il caffA?N a letto magari. E, poi, sA??, certo, li portavo sufficientemente bene i miei anni per essere una gradevole compagnia nel letto, se quello che lo preoccupava era non aver abbastanza resistenza da andare a cercarsi le donne in giro per la cittA?,
quando ne aveva voglia. E io? PerchAc mai avrei dovuto fargli tutto questo? Cosa aveva da darmi lui in cambio? In cambio dello scempio dei miei anni buttati, della??umiliazione che mi infliggeva con quel brillante e quella dichiarazione che scomodava un grande amorea?|
- Ma, Rosalba, A?N pazzesco! Non A?N possibile che una donna intelligente come te creda davvero a quello che hai appena detto?
- Cosa mai ci sarebbe di pazzesco nel mio discorso?
- Ma tutto!
- A? il tuo punto di vista, di un uomo, in primo luogo, che ha avuto esperienze del tutto diverse. Quanti anni aveva la donna che hai scelto di sposare? Quanto tempo hai aspettato per chiederglielo? Non quindici anni, di certo. Vuol dire che quando hai sposato Anna, che aveva 27 anni da lei e con lei volevi tutto: a??con il mio corpo ti onoroa??, lo dice la Bibbia, tu leggi il Vangelo dalle suore, conoscerai pure qualcosa della Bibbia, no? E, allora, dimmi: perchAc Antonio ha aspettato, invece? PerchAc ha aspettato che fossi troppo vecchia?
- Ma non si A?N vecchi a 49 anni! E anche lui mi sembra un tuo coetaneo o giA1 di li.
- Ma una donna a 49 anni, e te la??ho giA? detto questo con riferimento a me, non A?N piA1 in tempo per quel desiderio di tutto che tu hai di certo provato per tua moglie e che ti ha spinto a chiederle di sposarti. Io non ero piA1 in tempo per una famiglia e lui ha scientemente aspettato che non lo fossi piA1. PerchAc, allora, la beffa della domanda di matrimonio, del brillante, della dichiarazione da??amore? Come pensava di onorarmi? Con la??abbonamento al teatro e le vacanze?
- Non ho nessun motivo per prendere le difese di questo Antonio, non lo conosco nAc ci tengo piA1 di tanto, per la veritA?. PerA2 in tutta onestA?, Rosalba, per rispetto nei tuoi confronti e della tua intelligenza, devo dire che il tuo ragionamento non regge dal punto di vista di un uomo, per quanto il suo comportamento possa persino non essere del tutto giustificabile riguardo alle tue legittime aspettative. Che abbia mancato di tatto, di intelligenza, persino, sA??, sono da??accordo. Ma la??intenzionalitA?, il progetto ai tuoi danni nella mancanza di rispetto della tua femminilitA?, lo escludo. Piuttosto, credo che non se ne sia nemmeno accorto. E questo non lo discolpa dalla sua leggerezza.
- A questo punto sono io che non capisco. Dove vuoi andare a parare, Lorenzo? Sembri tenere il piede in due staffe, dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Deciditi, prendi una posizione!
- Non A?N mica, semplice, ci sono tanti elementi da considerare. Hai tirato in ballo me e, allora, A?N dalla mia esperienza che comincio. Io mi sono innamorato della??Anna appena la??ho conosciuta, non ca??era tempo che reggesse, me la sarei portata a casa immediatamente, ma non era mica possibile? Non A?N stata una cosa cosA?? sincronicamente reciproca. A? vero che da lei e con lei volevo tutto ma non sarei stato capace di farti un elenco di tutto quello che volevo, cosA??, con tutta questa precisione. Posso dirti solo che la volevo anche nel senso che dici tu, fisicamente; i figli, le bambine sono venute - come dire?- per conto loro. Non escludo che come dici tu, ancha??io avessi inconsciamente un progetto di vita con lei ma appunto perchAc inconscio non era cosA?? definibile: ora ci sposiamo, poi tra qualche mese ci mettiamo da??impegno a fare un figlio, tra qualche anno un altro, e poi, non so, compriamo una casa piA1 grandea?| No, Rosalba, almeno da parte mia, non ca??era tutta questa razionalitA? ma non A?N la parola giustaa?|
- Consapevolezza.
- Ecco, proprio cosA??, consapevolezza. Io ho solo agito e, fortunatamente, con la persona giusta. Ora, aspetta, che ci sto arrivando, non mi interrompere, per cortesia. Ora, tu mi dirai: ma anche io ero giovane, con tutte le mie cose a posto, ed ero la persona giusta. PerchAc lui non ha agito? Eh, non A?N mica facile trovare una risposta ma di sicuro mi sento di escludere quella della sua consapevolezza di dover aspettare che tu non avessi piA1 la??etA? e non fossi piA1 nelle condizioni per trasformare una coppia in una famiglia. Non metto in dubbio che sia una persona intelligente ma qui, per una cosa cosA??, ci vuole un genio. No, lo escludo. Piuttosto, penso che, forse, abbia avuto paura, paura delle responsabilitA? che il
ruolo di genitore comporta e non A?N venuto allo scoperto con te prima di quei quindici anni per non privarti della possibilitA? di incontrare un uomo che non soffrisse di questa paura.
- Allora, dovrei persino ringraziarlo di questo estremo atto da??amore?!
- Non dico questo, si dice peccato di opera o di omissione, il non agire dA? comunque luogo a un peccato. PerA2 non A?N da escludere che sia andata cosA?? o, piA1 semplicemente, Rosalba, si A?N veramente innamorato di te solo in quel momento e, allora, ha agito di conseguenza e a tempo debito e non lo si puA2 incolpare di un peccato di omissione.
- E la??essersi innamorato di me a quella??etA? non gli avrebbe imposto una condotta diversa?
- In base al tuo modo di sentire e di ragionare, non necessariamente in base al suo. A? stato poco sensibile ma non colpevole.
- Questo non spiega cosa volesse da me? Cosa si aspettasse di ottenere in ragione di quel che andava dicendo?
- Cosa ti aspetti? Cosa mi aspettavo io quando ho chiesto alla??Anna di sposarmi? Mah, non A?N che avessi delle idee chiarissime. Volevo solo stare con lei, averla tutta per me, legata a me. Poi, sai, quando prima facevi la??elenco di tutte le cose che si presume lui volesse da te e in ragione delle quali volesse sposartia?| Beh, quando facevi la??elenco, pensavo che io volevo che cucinasse per me. Pensavo che avrei avuto sempre tutte quelle cose che lei sapeva fare e che mi preparava di tanto in tanto, quando ce na??era la possibilitA?, in quella casa in condivisione. Poi ca??erano le cose che io volevo dare a leia?| ma per tornare alla tua domanda, la mia risposta A?N che il tuo ragionevolissimo elenco di motivazioni non regge a giustificare la decisione di sposarsi. E ti dico subito perchAc, seguendo il tuo elenco. Vediamoa?| a??stirare le camicea?? che poi sta per occuparti di lui, delle sue esigenze personali. Sono esigenze personali, certamente, ma non tanto personali a tal punto da doversi sposare con la donna cui affidi i tuoi panni sporchi, in senso letterale. Insomma, Rosalba, A?N molto piA1 pratico prendere una donna a mezzo servizio, che una o due volte a settimana venga a sistemare la casa, fare il bucato e a stirare. Vicino a casa di Anna, a Napoli, ho fatto amicizia con un signore, giovane, sulla cinquantina, un professore, lo vedo sempre in lavanderia, ci porta le sue camice, pur essendo sposato da anni a??g matrimonio con due figli a??g perchAc dice che non vuole essere nella condizione di dover ringraziare sua moglie. Ora, deve essere un gran bel triste matrimonio, il suo, non trovi? Ora, per quella??altra cosa, che dicevi, circa le donne, le donne a pagamento, ti rispondo senza alcun moralismo. Sono cose del tutto diverse quelle che ti aspetti di fare e provare, soprattutto, con una professionista o con la donna che ami, Rosalba. In tutta sinceritA?, ora, anche se non mi A?N capitato di farlo finchA?N ca??A?N stata mia moglie a??g e tuo fratello mi A?N testimone -, in tutta sinceritA?, sono due tipologie di rapporti che possono persino convivere senza entrare in conflitto, se non per una questione moralistica, in una prospettiva maschile, o sentimentale dal modo di vedere di una donna. Ma per un uomo quello che si fa con una professionista A?N giusto un servizio che acquisti, che non A?N tanto diverso da un massaggio, per intenderci. Non ti sposi per il sesso o per sistemare il problema del bucato, A?N molto piA1 facile pagare per questi servizi, a volte, non ti nascondo, che il pagare ti dA?, persino, una sensazione di potenza, e non uso questo termine a caso. Ora, il prezzario A?N molto articolato e ce na??A?N per tutte le tasche di cameriere e di professioniste. Credimi, sono rimasto vedovo a cinquanta??anni e non ho mai sentito la??esigenza di sposarmi, tantomeno per ragioni pratiche.
- Avrai pure ragione. Riconosco che sei stato sincero e lucido nel ragionamento ma io continuo a sentire che sfugge qualcosa e, comunque, continuo a sentirmi defraudata. PerchAc nessun uomo ha visto in me una donna giusta per desiderarla come moglie?
- Come puoi sapere che nessuno abbia provato questo desiderio?
- Di sicuro non la??ha espresso, che, poi, in termini pratici non fa differenza: quello che rimane in potenza, senza mai diventare atto, non esiste.
- Tutti abbiamo dei desideri frustrati, Rosalba. Prendi me, desideravo e mi aspettavo di invecchiare con la??Anna, sarei diventato vecchio con accanto una donna piA1 giovane, avremmo avuto le figlie vicine e ci saremmo occupati insiemi dei nipotini. Avevo da tempo predisposto tutto per questa vecchiaia che mi immaginavo e desideravo. Mi sarei preso cura di loro fino alla fine dei miei giorni, quando mi immaginavo che avrei lasciato questo mondo, sapendo le mie donne al sicuro, mentre mia moglie mi avrebbe tenuto la mano e magari mi avrebbe dato un ultimo bacio. E, invece, sai bene come A?N andata.
- Ma hai pur sempre tante cose, esito di quello che avete costruito insieme, per quanto Anna sia morta cosA?? prematuramente. Le figlie, un nipotino, esiti meravigliosi del tuo agire, scegliendola e volendola per te. E lei te, naturalmente. Attorno a me cosa ca??A?N della vita che sia solo mia? Tutto quello che ho A?N la??esito della??agire nella vita dei miei genitori: la memoria dei miei fratelli, le mie nipoti, le figlie di Alberto, e persino Faustina A?N esito della vita di mia madre.
- Non posso credere che tu non abbia da raccontarmi tante cose legate alla tua vita, alle tue amicizie, ai viaggi, ai tuoi studenti? Hai insegnato per tanti anni e sono certo che hai inciso nella vita di tanti ragazzi e ragazze, sono sicuro che vieni nominata ogni minuto da tanti di loroa?|
- SA??, ma questa A?N la vita professionale, importante quanto vuoi, ma non esaustiva. Per una donna non A?N come per un uomo, Lorenzo, credi a me e non alle sciocchezze che vanno contando le femministe! Siamo diversi. Differenti, uomini e donne. Profondamente. La nostra biologia si riflette nel sistema di valori, nelle prospettive, nella scala delle cose importanti. Una donna sente fortissimo il bisogno di procreare che non A?N semplicemente creare, nemmeno Dio, nonostante la sua onnipotenza, riesce a fare altrettanto. Produrre la vita dentro di sAc, con la??ausilio della??uomo certo, ma A?N nella donna che i principi vitali diventano una vita nuova, autonoma e diversa. A? nella donna che trova nutrimento e riparo per formarsi, svilupparsi e venire al mondo. Tutto avviene qui dentro. - E si tocca il ventre con le mani aperte, la??una sulla??altra. - E poteva avvenire anche dentro di me. Ma mi A?N stato negato: dalla pusillanimitA? di Antonio, forse, o dalla debolezza del desiderio di altri uomini rimasti nascosti, o dalla volontA? di Dio. Sono rimasta una donna marginale nella vita delle persone che conosco. Sono di fatto una donna ai margini della vita, come se fossi una spettatrice attenta e competente del genere di spettacolo cui assiste con partecipe accanimento, sebbene non le sia mai consentito di prendervi parte attiva, di svolgere il suo ruolo pure lei.
E affonda due volte di seguito la forchettina in quel che rimane della fetta di cassata, inghiottendo nervosamente i bocconi. Lorenzo A?N senza parole. Capisce che non ca??A?N niente da controbattere, che in qualche modo, anche se non in maniera oggettiva e comunque in maniera sostanzialmente parziale, Rosalba ha ragione. A? una ragione tragica la sua, aggravata dal dolore che non si riconosce mai ai forti. E Rosalba A?N forte, e rafforzata agli occhi altrui dalla sua scorza, dalla ruvidezza dei modi, dalla??ironia graffiante delle sue frasi. Ma gli viene in mente una??ultima forma di contraddizione, un ultimo argomento.
- Hai ragione. Hai ragione tu. Non ci sono scusanti, non A?N possibile attenuare il tuo dolore. Hai ragione. Solamente una cosa, permettimi di dirla, Rosalba. Questa??uomo ti sta accanto, nel modo che imponi tu, che non A?N per niente facile, da quasi venta??anni. Non puA2 esserci che un solo motivo: tu sei tutto per lui. La vita non A?N passata attraverso di te come avresti voluto, nel modo fondamentale delle donne. Ma tu sei la vita per questa??uomo.
Gli occhi di lei luccicano e sono puntati in quelli di lui, come a prendere la mira.
- Ci ho pensato ancha??io che poteva andare cosA??. Non aver dato la vita ma essere destinataria di un amore assoluto come per una forma di compensazione. Ma questo lo avrei accettato, se ancora giovane, avessi scoperto di non poter avere figli. Un amore che arriva da postmestruata, che poteva procreare, non deve essere assoluto. Non deve. Quello che ricevo mi fa rabbia.
Paradossalmente, la??uomo capisce queste ultime affermazioni, finalmente cariche di commozione. La corteccia di Rosalba si A?N spaccata. A? ormai senza pelle. Ci voleva tutto il dolce della cassata per arginare quel nucleo da??amaro pronto a tracimare in ogni momento.
La??altra forchettina A?N rimasta inutilizzata.